Torcello

Un tempo fiorente e vibrante, Torcello a Venezia rappresenta oggi un tranquillo angolo quasi deserto. Questa storica isola fu tra le prime ad essere popolate nella laguna veneta, dando rifugio agli abitanti di Altino in fuga dalle invasioni barbariche. Immaginate le famiglie, con i loro pochi averi, mentre cercano sicurezza in questo luogo che sarebbe diventato un capitolo fondamentale nella storia di Venezia. Tra il V e l’XI secolo, l’Isola di Torcello non era solo un insediamento, ma si trasformò in un centro urbano di spicco. Qui, la fede si esprimeva attraverso la costruzione di chiese e monasteri, mentre le attività economiche prosperavano grazie all’industria della lana e alla produzione di sale. Questo periodo segna il culmine della sua autonoma struttura governativa, il tutto si traduce in un’epoca d’oro di ricchezza sociale e creatività artistica. Un esempio concreto può essere trovato nelle opere d’arte sacra che ancora oggi adornano le chiese dell’isola.

Tuttavia, la situazione geografica che un tempo offriva protezione e prosperità all’isola di Torcello divenne la sua rovina. L’acqua, simbolo di vita, portò con sé l’impaludamento, compromettendo l’abitabilità e la sicurezza dell’isola. Questo fenomeno naturale, unito alla ricerca di un rifugio più sicuro, condusse gli abitanti a abbandonare Torcello in favore di Rivoaltu (Rialto), il nascente cuore pulsante di Venezia.

In un’immagine quasi cinematografica, si può quasi vedere la lenta processione di barche cariche di persone e speranze che si allontanano dall’isola. Nei secoli che seguirono, Torcello venne spogliata della sua gloria fisica: marmi e mattoni furono prelevati per adornare e costruire la nuova Venezia. Tuttavia, per chi desidera visitare Torcello oggi, l’isola offre ancora un assaggio silenzioso della sua antica grandezza, come una gemma nascosta che continua a raccontare la sua storia secolare ai visitatori attenti.

Cosa vedere a Torcello

L’Isola di Torcello custodisce gelosamente le sue storiche meraviglie. Tra queste spiccano la cattedrale e la chiesa di Santa Fosca, testimonianze eccellenti dell’architettura veneto-bizantina. La cattedrale, intitolata a Santa Maria Assunta, risale a un’epoca quasi mitologica, essendo stata fondata intorno al 639, sotto il dominio di Eraclio, l’imperatore di Bisanzio. Questo maestoso edificio è un esempio sublime dell’arte bizantina, ricostruito nel 864 e nel 1008, e si impone come una delle strutture più antiche e affascinanti della laguna.

La cattedrale, con la sua imponente struttura basilicale a tre navate, vanta due serie di nove colonne adornate da capitelli corinzi, in gran parte risalenti all’XI secolo. Un’eccezione riguarda il secondo e il terzo capitello a destra, che portano l’eredità del VI secolo. Al suo interno, gli occhi dei visitatori sono catturati dall’immenso mosaico del Giudizio Universale, un’opera d’arte che occupa quasi l’intera controfacciata e narra, attraverso immagini vibranti, la storia sacra dalla morte di Cristo alla discesa agli inferi.

Il Campanile e la Chiesa di Santa Fosca

Non lontano dalla cattedrale, l’isola di Torcello ospita un altro gioiello storico: il campanile dell’XI secolo. Questa torre quadrata, robusta e solenne, regala a chi scala la sua sommità una vista mozzafiato sulla laguna, un panorama che sembra quasi sconfinato. A breve distanza, sorge la chiesa di Santa Fosca, eretta intorno al 1100 e intimamente legata al culto delle sante Fosca e Mura, le cui reliquie, arrivate da una lontana città punico-romana vicino Tunisi, trovarono casa a Torcello nell’XI secolo.

Il “Trono di Attila” e il Contesto Urbano

Al centro di una pittoresca piazzetta erbosa, si erge una curiosa seduta in pietra conosciuta come il “trono di Attila”. Nonostante il nome, questo manufatto non ha mai ospitato il celebre re degli Unni. Era piuttosto il seggio dei tribuni locali e, con il suo fascino misterioso, attira molti visitatori desiderosi di immortalarsi in una foto regale. Questo “trono”, insieme alla cattedrale e alla chiesa di Santa Fosca, costituisce un triptych storico che domina lo spazio verde.

Museo di Torcello: Un Tuffo nel Passato

Alloggiato negli antichi palazzi dell’Archivio e del Consiglio, risalenti al XIV secolo, il Museo di Torcello invita i visitatori a un viaggio nel tempo. Questa istituzione culturale raccoglie preziosi reperti che narrano la storia della zona lagunare e dell’antico insediamento torcelliano. Da non dimenticare è che l’accesso alla Basilica e al museo richiede un biglietto a pagamento, un piccolo prezzo da pagare per visitare Torcello e immergersi nella sua ricca storia.

Un Simbolo Misterioso: Il Ponte del Diavolo

Una delle attrazioni più enigmatiche che si possono scoprire durante una visita a Torcello a Venezia è senza dubbio il Ponte del Diavolo. Questa struttura storica si palesa maestosa alla vostra destra mentre vi avvicinate all’Isola di Torcello dall’imbarcadero ACTV. Il ponte, oltre alla sua bellezza architettonica, porta con sé una storia avvolta nel mistero e nella superstizione, una leggenda che risale al periodo della dominazione austriaca a Venezia.

Una Storia di Amore e Magia

La narrazione popolare racconta di una giovane veneziana che, contro il volere della sua famiglia, si innamorò perdutamente di un soldato austriaco. La loro passione, considerata un tradimento patriottico, portò alla tragica morte del soldato per mano della famiglia della ragazza. Consumata dal dolore, la giovane si affidò a una strega, cercando un modo soprannaturale per riunirsi al suo amato. Torcello con la sua atmosfera isolata, fu scelta come luogo ideale per condurre riti oscuri.

Un Patto Mefistofelico

Sul Ponte del Diavolo, la strega evocò nientemeno che il diavolo stesso, che in cambio della sua assistenza, fece riapparire il soldato austriaco e spirò via con la ragazza. Tuttavia, come è noto, il diavolo non offre i suoi servizi gratuitamente. La strega, in cambio, gli promise un tributo macabro: per sette anni, ogni vigilia di Natale, avrebbe dovuto consegnargli l’anima di un neonato defunto. Sfortunatamente per il diavolo, la strega morì prematuramente, impossibilitata a soddisfare il suo lato del patto nefasto.

Una Leggenda che Vive nel Tempo

Si narra che ancora oggi, ogni 24 dicembre, sul Ponte del Diavolo a Torcello, una figura solitaria, spesso descritta come un gatto nero, vaga in cerca delle anime che gli sono state promesse ma mai consegnate. Questa leggenda perdura nel tempo, e chi decide di visitare Torcello non può fare a meno di sentire il brivido che questa storia continua a suscitare nei cuori dei visitatori.

Come arrivare a Torcello

Per intraprendere un’avventura nell’incantevole Torcello a Venezia, i visitatori devono salpare dalle acque veneziane utilizzando il servizio di trasporto pubblico locale, noto come vaporetto. Iniziando il viaggio con le linee “4.2” o “5.2”, si prosegue verso la destinazione di Fondamenta Nove. Successivamente, i viaggiatori devono trasbordare sulla linea “12”, che li porterà fino al pittoresco scenario di Burano. L’ultima tappa del percorso marittimo prevede l’uso della linea “9”, che parte regolarmente ogni 30 minuti, per raggiungere finalmente la storica isola.

  1. Partenza con vaporetto linee “4.2” o “5.2” verso Fondamenta Nove.
  2. Trasbordo sulla linea “12” direzione Burano.
  3. Da Burano, ultima tratta con la linea “9” verso Torcello.

Esplorando Torcello: Un Tesoro Nascosto nella Laguna

Nonostante le sue dimensioni ridotte e una popolazione di soli 13 residenti, Torcello è un’isola che brilla per la sua storia profonda e le attrazioni uniche. Mentre viaggiate attraverso questo angolo nascosto di Venezia, scoprirete che l’isola, ha molto da offrire al di là delle sue dimensioni.

Una delle esperienze imperdibili per chi decide di visitare Torcello è senza dubbio la possibilità di degustare la cucina locale nei suoi ristoranti di pesce. Tra questi, spicca la famosa Locanda Cipriani, che, pur essendo di proprietà dell’omonimo e lussuoso hotel cinque stelle veneziano, richiede una certa cautela per quanto riguarda i prezzi. Nonostante ciò, la qualità dei piatti serviti rappresenta un vero trionfo dei sapori marini, rendendo l’esperienza culinaria indimenticabile, seppur con un occhio di riguardo al budget. Ci sono 45 escursioni e visite da fare a Venezia!

Di Barbaro Antonietta

Amo tanto viaggiare, per questo ho deciso di parlare delle mie esperienze e di condividerle qui con voi. Amo tanto, ma proprio tanto il sole, il mare e i cani. Se vi piacciono i miei articoli me lo lasciate un messaggino?

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