dove mangiare a palermo

Palermo è la città della Cattedrale Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2015, degli storici mercati di Ballarò e della Vucciria, del Palazzo dei Normanni e della Cappella Palatina, delle splendide piazze Pretoria e Vigliena. Quella di Palermo, infatti, è una storia millenaria ben scolpita nell’architettura della città. Qui molti popoli si sono succeduti nei secoli, dando alla città un patrimonio artistico unico al mondo. Chiese, palazzi, monumenti non sono certo l’unica ricchezza su cui può contare la città siciliana; un altro aspetto fondamentale da approfondire per conoscere la città è senza dubbio la cultura gastronomica. Palermo è infatti anche cibo e tradizioni culinarie da conoscere per apprezzare il lato migliore della città.

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Dove mangiare a Palermo, 10 migliori ristoranti

1. Castello a Mare. Il ristorante “Castello a Mare” si trova nel Parco Archeologico di Castellammare, nel quartiere La Loggia, a nord del porto di Palermo. Il “Castello a Mare” è un grande edificio con prati, alberi e fiori, parcheggio, tavoli con vista, in un luogo romantico che si affaccia sul porto. Il giardino d’inverno coperto è utilizzato anche d’estate; due sale interne, un’affascinante scala in legno per salire alla terrazza cocktail con vista a 360 gradi sulla città e sul mare. La cucina del ristorante è raffinata, tipicamente siciliana, a base di pesce. Al “Castello a Mare” lo chef Natale Giunta porta nei suoi piatti i colori della natura siciliana, dal mare alla montagna. Le ricette sono chiare, semplici, sensibili ai sensi e raccontano storie lontane. Nell’ampio menu, si può scegliere il classico sushi, i cosiddetti menu degustazione “a mani libere”, sia di pesce che di carne e verdure, gli antipasti gourmet, i piatti vegetariani e vegani, i grandi classici della cucina, i crudi di pesce, i primi e i secondi di carne e pesce, i dolci, i gelati e le granite. I vini sono prevalentemente siciliani, soprattutto bianchi, ma anche del Nord Italia.

2. A’ Cuncuma. Il ristorante “A’ Cuncuma”, situato alle spalle della Cattedrale di Palermo, tramanda i segreti della cucina tradizionale siciliana rivisitata con tecniche culinarie gourmet. È un piccolo ristorante del centro città dall’atmosfera informale e accogliente, aperto dai fratelli Pinto. Salvatore, il sommelier, segue gli ospiti nella scelta dei vini, prevalentemente regionali, mentre lo chef Vincenzo si occupa della cucina, vivendola come un laboratorio creativo, in cui mescola i sapori del territorio con le sue conoscenze gastronomiche e un pizzico di innovazione, dando vita a piatti unici. “A’ Cuncuma” è riuscito a offrire due esperienze: il ristorante gourmet, con menù degustazione, e il ristorante tradizionale presentato con sfumature di alto livello. I percorsi di degustazione di “A’ Cuncuma” vi portano ad assaporare i segreti antichi e moderni della cucina siciliana. Dal menu, che cambia stagionalmente, segnaliamo le tartare di gamberi con succo di carota e cioccolato di Modica macinato ai cereali; i tortelli ripieni di melanzane affumicate e con guanciale di maiale nero e brodo di aragosta; il beccafico di triglia con zuppa di arance; il cremoso di pistacchio con sablè salato e gelato di gelsi. Il ristorante “A’ Cuncuma” offre una selezione di oltre 100 vini rigorosamente siciliani.

3. Gagini Restaurant. Il ristorante si trova vicino al porto della Cala (il più antico di Palermo) in uno spazio intimo che conserva intatto lo splendore dell’edificio cinquecentesco in cui lo scultore Antonello Gagini realizzò le sue opere. Le creazioni, infatti, in questo caso culinarie sono frutto dell’estro dello chef Gioacchino Gaglio. Con la sua cucina vuole esprimersi attraverso i cinque sensi. Il ristorante ha un ambiente confortevole e mette a proprio agio il cliente che viene colpito dalla straordinaria offerta gastronomica. Lo chef, ispirato dalla tradizione e attento all’innovazione, crea piatti contemporanei, come le melanzane nostrane, cacao e cipolla in agrodolce; le linguine al ragù di scorfano; il quinto quarto di tonno, spinaci, uvetta e pinoli e ancora la ricciola in pastella, maionese di pesce, bottarga e frigitelli. Il menu è ristretto e cambia in base all’ispirazione dello chef e ai prodotti del mercato. Per capire l’anima della cucina, si può optare per uno dei tre menu degustazione: “Vucciria” con 4 portate; “Cassaro” con 5 portate; “Memorie” con 7 portate.

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4. Buatta Cucina Popolana. Il locale si trova nel centro di Palermo, vicino al vivace mercato della Vucciria: il ristorante è ospitato nell’antica bottega “Quattrocchi” risalente al 1870. Il ristorante Buatta propone piatti della tradizione ma con un carattere contemporaneo, prestando particolare attenzione alla scelta delle materie prime, nel pieno rispetto della stagionalità dei prodotti e delle ricette della cucina popolare siciliana e palermitana. Lo chef Fabio Cardilio è in grado di interpretare la cucina locale con l’utilizzo di materie prime freschissime e di alta qualità. Dal prodotto ittico che arriva quotidianamente dai pescherecci, alla frutta e alla verdura. Uno dei must è la pasta con le sarde che viene preparata ogni giorno con le sarde fresche. Nel menu troviamo, tra gli antipasti, lo sfincione, le sarde a beccafico e il carciofo di Menfi; tra i primi piatti: pasta al nero di seppia o bucatini con sarde e finocchietto. Tra i secondi: frittata con verdure biologiche, pesce delle Eolie e maialino da latte cotto a bassa temperatura con frutta sciroppata; insalata di polpo. Tra i dolci, i tipici cannoli siciliani.

5. L’Ottava Nota. In uno dei quartieri popolari più affascinanti di Palermo, la Kalsa, si trova “L’Ottava Nota”, un ristorante tipico siciliano ma allo stesso tempo molto moderno. Il ristorante è presente nella guida Michelin dal 2012. Gli chef del ristorante sono costantemente alla ricerca di nuove combinazioni per farvi scoprire nuovi sapori, utilizzando le tecniche tradizionali della cucina siciliana e aggiungendo un tocco di originalità. La proposta gastronomica esalta la freschezza della materia prima con piatti che ben coniugano estro creativo e tradizione siciliana. Un ambiente raffinato, caldo e accogliente, dal design moderno toccato da luci soffuse, fa da cornice a prodotti d’eccellenza come le acciughe del Mar Cantabrico, il Jamon Iberico, il foie gras francese e le deliziose ostriche della Bretagna che compongono insieme un menu che segue la stagionalità e la freschezza dei prodotti, oltre a una lista di ricette vegetariane e senza glutine. Dal menu si può scegliere l’uovo “Silvio”; le tagliatelle al nero di seppia con uova di salmone e ostrica; il risotto “particolare” (con capesante, tartufi e peperoni) o il calamaro ripieno di quinoa e caponata.

6. Osteria dei Vespri. È in piazza Croce dei Vespri, nell’antica Palermo, in uno dei palazzi più emblematici del tardo barocco, Palazzo Valguarnera Gangi, che i fratelli Andrea e Alberto Rizzo hanno aperto il loro ristorante a Palermo. Accolgono numerosi turisti e locali che desiderano scoprire la loro cucina, il tutto in un’atmosfera calda e accogliente. Tra i piatti da assaggiare, non perdete gli anelletti siciliani con polpo in umido, o la bistecca con olio affumicato e salsa tzatziki. Tra gli antipasti, uovo scuro con senape, asparagi e parmigiano; tra i primi i paccheri al limone con burrata, tartufo nero Ibleo, cime di rapa e bottarga di tonno di San Vito Lo Capo; tra i secondi il baccalà con lenticchie rosse e nere di Leonforte, mantecato con salame, barbabietola e cialda di sedano. Tra i dolci, abbinati con competenza ai vini, la cassatella calda con crema di ricotta di Gangi e scorza di limone. L’Osteria dei Vespri dispone anche di un’ampia cantina con una vasta selezione di vini che rappresentano la diversità delle realtà vitivinicole della zona.

7. Quattro Venti. Il ristorante “Quattro Venti” si trova nell’omonimo quartiere antico. È proprio questa zona vicina al mare, segnata dalla predominanza della cultura portuale, che è all’origine di questo ristorante unico nel suo genere a Palermo. Il quartiere simboleggia il patrimonio storico della città. Da parte sua, il ristorante trasmette la cultura di Palermo facendo scoprire i suoi sapori più genuini, rivisitando i grandi classici della tradizione. Per raggiungere questo obiettivo, lo chef siciliano Filippo Ventimiglia rivisita i piatti della tradizione popolare in chiave contemporanea con un tocco di originalità. La ricerca e la selezione delle materie prime privilegiano i produttori locali (con particolare attenzione al pesce). Il ristorante punta sui suoi must, tra cui la parmigiana di pesce su seppie in umido; gli spaghetti con carrello e capperi di Salina; pesce e centrifugato di carote; la tagliata di vitello con salsa tonnata; i cannoli salati con crema di baccalà e crema di piselli. Il ristorante è caratterizzato da un sapiente gioco di luci, dai colori raffinati dei materiali e degli arredi, come i quadri e gli oggetti d’arte selezionati da una galleria partner che espone ogni mese le sue opere d’arte.

8. Sesto Canto. Situato nel centro di Palermo, il ristorante “Sesto Canto” vi accoglie in una calda atmosfera. Durante il pasto, la musica jazz vi trasporta in un momento di assoluto relax. Siete seduti su sedie di paglia con fotografie in bianco e nero di musicisti jazz come sfondo. Ma non è l’arredamento unico a rendere famoso il “Sesto Canto”, bensì la sua squisita cucina. Le mani creative dello chef esaltano le prelibatezze della cucina siciliana. Infatti, lo chef utilizza prodotti siciliani, sperimenta particolari abbinamenti, propone ricette tradizionali in chiave moderna, con particolare attenzione alla presentazione dei piatti e alla stagionalità dei prodotti. Qui la cucina è principalmente a base di pesce, con portate come l’insalata di polpo; l’arrosto con zenzero e lamponi; la pasta trafilata al bronzo al nero di seppia e la ricotta fresca al peperoncino. Ma non mancano le ricette di terra, come le costine di maialino da latte con fave di cacao e cioccolato di Modica. Da provare anche gli hamburger di salmone rivisitati; le linguine con le sarde e i frutti di mare. Il tutto accompagnato da vini locali e prosecco. E per finire, i dolci: chiaramente di produzione artigianale, tra cui spicca la tradizionale “cassata” siciliana.

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9. Bye Bye Blues. Il ristorante “Bye Bye Blues” detiene due primati: è l’unica stella Michelin della città di Palermo e la sua chef Patrizia Di Benedetto è l’unica donna chef in Sicilia ad aver vinto questo importante riconoscimento. La chef Patrizia Di Benedetto interpreta uno stile prettamente mediterraneo, con l’utilizzo di materie prime stagionali e locali. Patrizia propone una cucina innovativa che esalta i sapori della tradizione culinaria siciliana che le è stata trasmessa dalle donne della sua famiglia. Il ristorante si trova a Mondello, quartiere di Palermo, con il mare a pochi passi che contribuisce – con il pescato del giorno – alla creazione di molti piatti del menu, come la “terrina” di melanzane e ricotta con triglie scottate ed emulsione di pomodoro o i cavatelli neri in salsa di mare e spuma di ricci di mare. E ancora: misto di pesce crudo al sale nero; insalata di mare con gelato al pomodoro e spugna di alghe; zuppa di zucchine e frutti di mare; gnocchi di patate affumicate e pollo alla cacciatora; pollo croccante in marinata di zenzero e salsa alla senape; torta al limone e mandorle con gelato alla vaniglia e piccola crème brûlée.

10. Cuvèe du Jour del Grand Hotel Villa Igiea. Questo ristorante gourmet si trova all’interno del Grand Hotel Villa Igiea. È un ristorante elegante con soli 14 posti a sedere, arredi in stile Liberty e una cantina di oltre 200 etichette che comprende i nomi più rinomati e le eccellenze delle piccole cantine siciliane. Nelle belle giornate, i clienti del ristorante possono scegliere di cenare all’aperto, nella suggestiva cornice del giardino di limoni, con vista sul mare. Il ristorante è il luogo ideale per gustare gli ottimi piatti creati dallo chef Carmelo Trentacosti che celebra la sua Sicilia in ogni piatto, tra passato, presente e futuro nella costante e continua ricerca dell’eccellenza delle materie prime. La cucina dello chef Carmelo Trentacosti si sposa con gli aromi e i profumi del territorio. Il menu è composto da creazioni come “Una Baby Siciliana” (parmigiana di melanzane), “Terra d’amare” (riso carnaroli, plancton, caprino Girgentana a latte crudo, ricci di mare e mandarino verdello del giardino di Villa Igiea) e “Illusioni… Un ossobuco di mare” (rana pescatrice su crema di fagioli bianchi di Acerra, salsa di papacella alla griglia e aglio nero).

Di Barbaro Antonietta

Amo tanto viaggiare, per questo ho deciso di parlare delle mie esperienze e di condividerle qui con voi. Amo tanto, ma proprio tanto il sole, il mare e i cani. Se vi piacciono i miei articoli me lo lasciate un messaggino?

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